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SPAZILIBERI Mostra Palazzo Grafei Nervegna - Brindisi
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SPAZILIBERI Mostra Palazzo Grafei Nervegna - Brindisi

SPAZILIBERI Mostra Palazzo Grafei Nervegna - Brindisi

05/11/2018
Dal 16 novembre al 16 dicembre 2018, il Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi ospita SPAZILIBERI, una mostra che vuole raccontare come, attraverso l’arte in tutte le sue forme, sia possibile abbattere barriere e pregiudizi nei vari ambiti che caratterizzano la società contemporanea.
SPAZILIBERI raccoglie e condivide i numerosi frutti della creatività di tanta gente che troppo spesso, purtroppo, si scontra con una società che lascia poco spazio ad un’integrazione reale, presa com’è dai ritmi frenetici della vita, da impegni e distrazioni che non lasciano spazio alla curiosità e alla voglia di scoprire davvero chi si celi dietro certi sguardi, in luoghi non sempre accessibili, quali carceri o centri d’accoglienza.
La mostra offre la possibilità di oltrepassare quei confini, non solo architettonici ma anche mentali, e guardare oltre cancelli e sbarre, in un “faccia a faccia” con quella diversità che incuriosisce e spaventa e che, attraverso la creatività, arriva in maniera chiara ed incisiva agli occhi di chi osserva; tra le sale dello storico palazzo tra videoinstallazioni, fotografie, dipinti e testimonianze si rivivono una serie di esperienze laboratoriali organizzate da AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica, sotto la guida del brindisino Vito Alfarano, danzatore, coreografo e regista, sensibile ed attento a contesti poco conosciuti dalla gente comune.
In particolare, tra i video, selezionati in numerosi festival internazionali di video arte, uno di essi I HAVE A DREAM ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia ed un altro, IL MIO GRIDO, una menzione speciale ed il conferimento di tre medaglie dal Presidente emerito della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
SPAZILIBERI è dunque una doppia occasione di confronto: da una parte un’opportunità per comunicare e raccontare sé stessi ed il proprio mondo da parte di detenuti, persone con sindrome di Down, richiedenti asilo e detenuti psichiatrici, sollecitati ad esprimersi artisticamente per far arrivare fuori da certi confini ciò che vogliono dire; dall’altra una possibilità, per i visitatori, di affacciarsi metaforicamente oltre quelle mura troppo alte, sporgersi oltre sbarre e recinzioni che dividono a volte più del necessario, per osservare alcune realtà complesse, sebbene, fisicamente, non così lontane da noi tutti.
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