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Del 01/07/2021

CARCERI: CARTABIA, 'TRADITA COSTITUZIONE, SENSO UMANITA' DEVE CONNOTARE VITA IN ISTITUTI'

Roma, 30 giu. (Labitalia) - "Un'offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore, per il difficile, fondamentale e delicato compito che è chiamato a svolgere".

Davanti ai video pubblicati di quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere l'anno scorso, il 6 aprile 2020 - fatti salvi gli ulteriori accertamenti dell'Autorità Giudiziaria e tutte le garanzie per gli indagati - il ministro della Giustizia Marta Cartabia parla di "un tradimento della Costituzione: l'art.27 esplicitamente richiama il "senso di umanità", che deve connotare ogni momento di vita in ogni istituto penitenziario. Si tratta di un tradimento - aggiunge Cartabia - anche dell'alta funzione assegnata al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre in prima fila nella fondamentale missione - svolta ogni giorno con dedizione da migliaia di agenti - di contribuire alla rieducazione del condannato".

"Di fronte a fatti di una tale gravità non basta una condanna a parole. Occorre attivarsi - aggiunge la Guardasigilli - per comprenderne e rimuoverne le cause. Occorre attivarsi perché fatti così non si ripetano. Ho chiesto un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull'intera catena di responsabilità", annuncia Cartabia, secondo cui questa vicenda - "che ci auguriamo isolata, richieda una verifica a più ampio raggio, in sinergia con il Capo del Dap, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e con tutte le articolazioni istituzionali, specie dopo quest'ultimo difficilissimo anno, vissuto negli istituti penitenziari con un altissimo livello di tensione".

"Oltre quegli alti muri di cinta delle carceri - conclude il ministro - c'è un pezzo della nostra Repubblica, dove la persona è persona, e dove i diritti costituzionali non possono essere calpestati. E questo a tutela anche delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che sono i primi ad essere sconcertati dai fatti accaduti".