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null Regione, eletto il Garante dei diritti dei detenuti

Del 12/07/2011

Regione, eletto il Garante dei diritti dei detenuti

Pietro Rossi, di 48 anni, criminologo, indicato dall'associazione Antigone, si occuperà di vigilare sulle condizioni di vita nelle strutture. In Puglia sono 4449 i detenuti, 2000 oltre la capienza naturale e 600 in più della soglia di tollerabilità

Il Consiglio regionale della Puglia ha eletto oggi a larga maggioranza il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale: si tratta di Pietro Rossi, di 48 anni, criminologo, indicato dall'associazione Antigone. La Puglia è la terza Regione in Italia ad aver eletto il Garante dei detenuti, una figura alla quale viene affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di prima accoglienza e nei centri di assistenza di assistenza temporanea per stranieri, nelle strutture sanitarie in quanto sottoposti al trattamento sanitario obbligatorio. "Questa giornata è importante - ha detto il governatore Vendola - lo è soprattutto perché finalmente ci sarà qualcuno che si occuperà di ciò che c'è dietro le sbarre". Facendo riferimento alla carenza strutturale delle carceri, alla mancanza di adeguata assistenza socio-sanitaria, alla negazione, per i detenuti, della affettività, Vendola ha richiamato l'attenzione sulla situazione "disastrosa" esistente negli istituti di pena. Per il presidente, i detenuti in Italia "hanno spesso il volto di uno straniero, di un tossicodipendente, di persone rappresentative di un disagio sociale" e non piace a Vendola, soprattutto, che "continui a passare l'idea che le complicazioni sociali debbano avere una risposta penale".

Nel quadro nazionale allo stato attuale l'istituzione del Garante, in particolare, è avvenuta in poche città, per le Regioni Lazio e Sicilia. Inoltre è all'esame della Camera un progetto di legge per l'istituzione di un Garante nazionale. In Puglia sono 4.449 le persone detenute nei penitenziari, 2.000 oltre la capienza naturale secondo i dati di marzo, 600 in più della soglia di tollerabilità. A Lecce, in particolare - è stato rilevato - la situazione è di emergenza vera e propria: 1600 detenuti ammassati in spazi che a norma di regolamento potrebbero ospitare solo 600 persone. In dodici metri quadrati sono sistemati 3 detenuti in un letto a castello. Ma anche a Foggia le cose non vanno meglio.

Il dibattito nell'aula del consiglio regionale pugliese si è svolto con un unico comune denominatore: l'assoluta condanna delle modalità con le quali si svolge la pena per le persone costrette alla detenzione. Tra il 2010 e il 2011 - è stato sottolineato - in Puglia sono circa una dozzina i detenuti che hanno scelto il suicidio come forma di libertà. "Il Consiglio ha compiuto una 'buona azione', scrivendo una bella pagina di civiltà sociale. L'auspicio - ha spiegato il presidente dell'Assemblea pugliese, Onofrio Introna - è che la sua azione possa incrociare una più attenta e sensibile politica che veda il Governo nazionale impegnato nel superamento delle storiche carenze della realtà carceraria, per migliorare le condizioni di vita dei reclusi ma anche del personale che opera all'interno degli istituti di pena". Il relatore del provvedimento, il presidente della commissione consiliare alla Sanità, Dino Marino, ha dedicato questa giornata a Marco Pannella, per la battaglia che continua a condurre: "La sua vita - ha detto - è dentro la democrazia, la legalità e la giustizia".