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null “Recluse”, il carcere al femminile: da Zei presentazione del lavoro di Zuffa e Ronconi

Del 15/12/2014

“Recluse”, il carcere al femminile: da Zei presentazione del lavoro di Zuffa e Ronconi

Venerdì 19 dicembre da Zei a Lecce presentazione del libro “Recluse, lo sguardo della differenza femminile in carcere”.
Come vivono e chi sono le donne recluse nel carcere? Quale il loro sentire e come viene visto il loro essere donne in un un mondo fatto di sbarre? Il libro “Recluse, lo sguardo della differenza femminile in carcere” racconta tutto questo, accendendo il faro su un mondo poco conosciuto.
A cura di Grazia Zuffa e Susanna Ronconi, edito da Ediesse Edizioni, il libro sarà presentato venerdì 19 dicembre alle ore 20.30 presso il Circolo Arci Zei Spazio Sociale. All'incontro di presentazione interverranno Pietro Rossi, Garante dei diritti dei detenuti Regione Puglia; Susanna Ronconi, autrice del libro; Fabio Zacheo, Responsabile area trattamentale Casa Circondariale di Lecce; Anna Caputo, Presidente Arci Lecce. Modera il dibattito Mariapia Scarciglia, avvocato referente per la Puglia dell’Associazione Antigone e responsabile del progetto “Storie d’amore e libertà”, che da circa un anno organizza i corsi di street art, musica e scrittura creativa all’interno del carcere di Lecce, Borgo San Nicola. I corsi hanno come partner principale il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Puglia.

Nel libro le autrici compiono un’analisi critica dell’istituzione carcere che guarda a possibili trasformazioni: pur consapevoli dell’irrisolvibile, ontologica sofferenza inflitta dalla detenzione, le ricercatrici si muovono nel solco di un “riformismo disincantato”, volto a contrastare la quota di “sofferenza aggiuntiva”, inutile e ingiusta, basata su un insufficiente riconoscimento di diritti umani e civili inalienabili. Con l’obiettivo di promuovere una cultura e una prassi che supportino – invece che limitare o osteggiare – le strategie di “tenuta” che la differenza femminile mette in campo.

Le donne sono una percentuale minoritaria dell’intera popolazione detenuta italiana, appena il 4%.Questa loro scarsa presenza, invece di rappresentare la garanzia di maggiori opportunità e miglior gestione degli istituti che le ospitano, si traduce troppo spesso in invisibilità e irrilevanza, e porta con sé una omologazione all’immagine della detenzione maschile che cancella ogni differenza di genere.
Questo libro si basa su interviste a donne detenute nelle sezioni femminili delle carceri di Sollicciano, Empoli e Pisa, e nasce dal desiderio di indagare la soggettività delle donne detenute e dare ad esse voce, senza assecondare visioni “patologizzanti” del reato al femminile né facili stereotipi sulla “debolezza” delle donne detenute. Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse “mappe”: quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, da un lato; e dall’altro, quella delle risorse, delle strategie personali, in una parola della forza e dei fattori di tenuta, resistenza e resilienza, che consente loro non solo di «tenere» durante la detenzione, ma anche, nonostante tutto, di apprendere e immaginare un futuro.