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null L'Italia riconosce la tortura quale crimine grave da punire

Del 06/07/2017

L'Italia riconosce la tortura quale crimine grave da punire

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 6 luglio 2017-Anche l’Italia riconosce la tortura quale crimine grave da punire

 

 

Con il voto definitivo della Camera, il codice penale italiano contiene il reato di tortura e la sua relativa sanzione. La parola non detta e non scritta nel catalogo dei reati, nonostante impegni internazionali presi ormai più di trent’anni fa, entra così nell’insieme di ciò che la collettività considera crimine grave da punire adeguatamente. Non è un risultato di poco conto: arriva peraltro a poche settimane dalla nuova sentenza della Corte europea di diritti umani di Strasburgo nei confronti dell’Italia relativa ai fatti di Genova del 2001, che ancora una volta evidenziava l’assenza di una possibilità di qualificare e perseguire in modo effettivo una delle più grandi violazioni dei diritti fondamentali di una persona.

Molte le critiche, anche autorevoli, di inadeguatezza del testo approvato e di difficoltà nell’applicazione, data la sua intricata formulazione, frutto di plurime mediazioni. Ci sarà, quindi, ancora molta strada da percorrere per la sua concreta applicazione e per la sua lettura in piena sintonia con quanto internazionalmente qualificato come tortura. Resta comunque il dato che questo terreno di riflessione e confronto è da oggi possibile proprio perché il Parlamento italiano ha ieri sanato la grave mancanza del proprio catalogo dei reati.

Il Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale è stato designato dall’Italia quale “meccanismo nazionale indipendente di prevenzione della tortura” (NPM) ai sensi del Protocollo opzionale alla Convenzione ONU contro la tortura, più volte richiamata in questi giorni. È quindi suo compito specifico vigilare sull’applicazione e l’effettività della norma approvata.

Per questo, nell’esprimere soddisfazione per l’approvazione della legge, il Garante nazionale assicura il proprio impegno per la sua attuazione in piena coerenza con gli standard internazionali.