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null Sale destinate alla formazione nelle carceri di Bari e Taranto

Del 31/07/2014

Sale destinate alla formazione nelle carceri di Bari e Taranto

Due nuove sale nei carceri di Bari e di Taranto, arredate per le attività sociali delle comunità penitenziarie e la formazione dei reclusi grazie alla collaborazione tra UBI Banca Carime e l’Ufficio regionale del garante dei detenuti.  “Aiuterà ad attuare percorsi di formazione su una popolazione carceraria pugliese di 3000 unità”, ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna. Sedie e tavolini dell’istituto bancario, inutilizzati ma in ottimo stato, sono serviti ad arredare due locali, con la mano d’opera dei detenuti. A Taranto la sala è già operativa, a Bari sarà attrezzata nella sezione in ristrutturazione, che verrà completata a settembre. Serviranno come spazio di condivisione,per la didattica, quindi, ma anche per le esigenze del personale e per ospitare i familiari in visita. In Puglia sono attivi dieci istituti di pena e il sovraffollamento resta uno dei problemi più urgenti. Nel solo carcere tarantino, su una capienza di 395 posti, alla conta odierna hanno risposto in 570.“Il recupero dei detenuti – ha dichiarato Introna – non può essere un impegno esclusivo dell’Amministrazione penitenziaria, ma di tutte le articolazioni della comunità regionale, perché chi ha scontato una pena possa tornare una risorsa al servizio della società civile”. “Queste azioni, confermano la volontà del Consiglio regionale di incidere sulla realtà carceraria e sui suoi problemi, una volontà concretizzata nell’istituzione della figura del Garante, ruolo svolto con grandi motivazioni da Pietro Rossi e dal suo Ufficio, per favorire il reinserimento nella società di chi vi è stato temporaneamente allontanato”.Al grazie “doveroso”, il presidente ha aggiunto l’invito all’istituto di credito ad allargare queste esperienze alle altre realtà carcerarie pugliesi. Proposta raccolta dal direttore generale di UBI Banca Carime Raffaele Avantaggiato e dal direttore alle risorse umane Mauro Magistro. “Un modo semplice per fare buone azioni in un contesto delicato, una motivo di soddisfazione per l’impegno etico del Gruppo”, hanno detto. E ci sarà un seguito, altri “piccoli gesti” altrettanto significativi, a cominciare dall’amplificatore che si aggiungerà quanto prima alla dotazione già fornita.Per l’Amministrazione penitenziaria sono intervenuti Rosa Musicchio del Provveditorato regionale, il responsabile dell’area educativa Tommaso Minervini e le direttrici dei due penitenziari, Lidia De Leonardis (Bari), Stefania Baldassari (Taranto). Hanno sottolineato il valore essenziale della formazione, che offre opportunità di inclusione sociale ed ha ricadute positive sulla società: favorendo il recupero e contrastando la recidività dei reati si traduce in “più sicurezza per i cittadini”. L’obiettivo di tutti dev’essere trasformare i dati statistici dello “svuotacarceri” in vera inclusione sociale.