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null Sostegno alla relazione genitoriale tra detenuti e figli minori: approvata dal Consiglio la proposta di Santorsola

Del 22/07/2020

Sostegno alla relazione genitoriale tra detenuti e figli minori: approvata dal Consiglio la proposta di Santorsola

La proposta del consigliere regionale Mimmo Santorsola avanzata in Consiglio regionale relativa allo sviluppo di un rapporto quanto più sereno possibile tra figli minori e genitori detenuti o sottoposti a misure di restrizione della libertà personale è stata approvata all’unanimità ed è diventata norma: dal 1 gennaio 2021 la somma di 200mila euro sarà stanziata sul capitolo di spesa di nuova istituzione “Spese per sostenere la relazione genitoriale tra detenuti negli istituti di pena pugliesi e figli minori”. 
“È di tutta evidenza pedagogica e psicologica che le necessarie esigenze di sicurezza che regolano le strutture carcerarie non possono in alcun modo corrispondere allo sviluppo sereno dei bambini ed alle adeguate cure materne o paterne, né, d’altra parte, permettere una continuità del rapporto educativo e genitoriale. Tuttavia la tutela della genitorialità e dell’infanzia (sancita dall’articolo 31 della Costituzione) impone di sottrarre i bambini all’esperienza traumatica di vivere l’impatto con una struttura carceraria. La genitorialità per i padri e le madri detenute, infatti, è normata, a livello nazionale, da indicazioni molto precise su come debbano essere preservate e protette le relazioni con i figli e i familiari, sebbene questa disciplina appaia oggi in taluni casi disattesa. Le modalità in cui si svolgono i colloqui assumono un carattere di particolarmente delicatezza, stante la ricaduta che quei momenti hanno sul piano degli affetti e delle relazioni tra genitori e figli e tra minori ed istituzioni; il momento dell’incontro, infatti, avviene, a volte, in ambienti ben lontani da quei «locali interni senza mezzi divisori o in spazi all’aperto a ciò destinati”.
Queste le parole del consigliere Santorsola e pertanto gli interventi previsti sono destinati a: 
a) migliorare le condizioni e le modalità di incontro tra i minori e i genitori detenuti all’interno degli istituti di pena;
b) potenziare l’allestimento degli spazi dedicati all’attesa all’interno degli istituti di pena;
c) promuovere la realizzazione di spazi “neutri”, anche all’esterno degli istituti di pena, per gli incontri tra minore e persona sottoposta a misure restrittive della libertà personale.
d) supportare la relazione affettiva tra il detenuto e il minore attraverso l’educazione e il sostegno alla genitorialità.
È altresì auspicabile che, ove possibile, sia incentivata la pratica di svolgere i colloqui o le attività genitori/figli anche al di fuori degli istituti penitenziari. 
Questa norma è volta alla tutela dei minori e a garantire da parte della società una rete di provvedimenti che tuteli non solo la genitorialità quanto il diritto dei figli di restare figli e di continuare a vivere la relazione coi propri genitori nonostante le circostanze spiacevoli di cui i minori non sono responsabili. Per evitare che diventino vittime una volta in più di una vita che li sottopone a traumi che non hanno scelto, per una società che riparta dal meccanismo che si è inceppato e da lì ricostruisca la trama delle relazioni significative da cui si può ricominciare a sperare in adulti migliori./